• 5 Ottobre 2022 18:27

Contributo  dell’Istituto di studi sindacali Italo Viglianesi alla presentazione della ricerca

“I LUOGHI DELLA MEMORIA: LA SHOAH E L’INTERNAMENTO IN CIOCIARIA”

di Paolo Saija

La Uil ha inserito la memoria della Shoah all’interno di un percorso di formazione per le nuove generazioni e per i dirigenti sindacali, accanto a tematiche più inerenti al mondo sindacale. Ma lo ha fatto nel solco della necessità di definire le tematiche fondanti il patrimonio di idee e di scelte politiche che caratterizzano la nostra organizzazione.

Questa linea di condotta ha consentito di stabilire questa tematica come parametro politico-sindacale ineludibile nel processo di accumulazione culturale, di crescita per una coscienza attiva e vigilante che si accompagna all’antifascismo, all’antitotalitarismo, alla difesa dei valori democratici, di libertà, di solidarietà e di convivenza civile.

La partecipazione al progetto I LUOGHI DELLA MEMORIA: LA SHOAH E L’INTERNAMENTO IN CIOCIARIA, dunque è legata a queste scelte compiute ed è la continuazione ideale dei due viaggi che il sindacato ha organizzato ad Auschwitz e Birkenau nel 2018 e 2019. Viaggi che si sono interrotti per la pandemia.

Nella giornata commemorativa per tutte le vittime del nazismo, della Shoah ed in onore di tutti coloro che hanno dato la propria vita per proteggere i perseguitati, si è scelto di cominciare proprio da oggi, da questo appuntamento, una narrazione particolare di fatti e persone che sono stati, e restano, vicini a noi.

Infatti, la scelta di privilegiare nel nostro percorso di ricerca storica la provincia di Frosinone consente di continuare quegli approfondimenti che, partendo dai luoghi maggiormente rappresentativi quali Fossoli (Modena), Ferramonti di Tarsia (Cosenza), la Risiera di San Saba (Trieste), per citarne solamente tre, permette di riflettere, di prendere coscienza e di denunciare, perché mai più accada, la colpevole organizzazione del male e come le persecuzioni abbiano colpito in misura scientifica e al tempo stesso terribile, chi era ebreo.

Una risposta è, come ricordava Liliana Segre, la strategia del counter-speech. E cioè non solo repressione dei fenomeni penalmente rilevanti di certi atteggiamenti negazionisti, ma produzione di una ‘narrazione’ alternativa, basata sulla testimonianza, sulla ricerca storica, sull’insegnamento nelle scuole e nelle università, sul ruolo della informazione.

Questo è ciò che l’Istituto di Studi Sindacali Italo Viglianesi si impegna a fare. Un impegno da assumere e rinnovare nella necessità di mai dimenticare gli orrori dell’Olocausto, primo fra tutti l’indifferenza.

È un male che purtroppo dilaga anche ai nostri giorni e dobbiamo combatterlo con forza.

L’indifferenza è più colpevole della violenza stessa. È l’apatia morale di chi si volta dall’altra parte, un’accidia della coscienza umana. Il 14 luglio 1938 venne pubblicato sul “Giornale d’Italia”, un articolo dichiaratamente antisemita, Il fascismo e i problemi della razza.

Questo elaborato è considerato la base teorica del razzismo di Stato e da quella data la persecuzione antiebraica cominciò a estendersi rapidamente. Il regime organizzò su tutto il territorio nazionale un censimento nell’agosto del 1938, individuando 46.656 persone di religione ebraica e nel settembre dello stesso anno si sancì la ‘persecuzione dei diritti’ con decreti, circolari, provvedimenti che limitavano la vita sociale, civile ed economica degli ebrei italiani.

Si giunse nel novembre del 1938 ai Provvedimenti per la difesa della razza italiana. Ventinove articoli del decreto-legge davano corpo all’antisemitismo fascista, secondo i dettami del Gran Consiglio.

E la definizione giuridica di «razza ebraica» venne imperniata sul «razzismo biologico», che si presentava anche in Italia come incontrovertibile verità scientifica. In base a questa credenza il discendente di quattro nonni classificati «di razza ebraica» era sempre a sua volta classificato «di razza ebraica», del tutto indipendentemente dal battesimo o da altra eventuale fede professata (o assente).

Dopo l’8 settembre 1943 sotto l’occupazione tedesca e la Repubblica Sociale Italiana iniziò la ‘persecuzione delle vite’ con rastrellamenti, arresti, deportazioni e uccisioni.

Questo è stato il nostro passato, la nostra storia. Per questo progetto si è scelto come punto di partenza la giornata odierna, come primo approccio al tema, per poi studiare gli eventi legati al territorio del paese di San Donato Val di Comino, luogo di internamento, ma anche il comune che ospitò più ebrei confinati in tutto il Lazio.

Obiettivo è quello di approfondire le particolari vicende che, nell’ambito degli avvenimenti che hanno caratterizzato le persecuzioni antiebraiche e la Shoah in Italia, hanno contraddistinto un particolare territorio geografico, emblematico per la sua vicinanza alla linea del fronte, mettendo in evidenza eventi e luoghi della vita degli internati e valorizzando la solidarietà della popolazione e l’eroismo delle donne nel territorio del Basso Lazio.

Questa produzione consisterà in testi che illustreranno la problematica della Shoah, così come è stata vissuta nel Lazio in generale e in alcune esperienze più particolari, predisponendo sia materiali per gli incontri e, soprattutto, come raccolta finale degli atti dell’attività svolta.

La ricerca e l’elaborazione verranno condotte proprio per sviluppare, sollecitare e stimolare i giovani (e meno giovani) ad una partecipazione consapevole al dramma della Shoah, illustrando alcuni eventi successi sul territorio provinciale.

La ricerca storica è la caratteristica dell’Istituto che ha già dato prova di sapere ottenere risultati di pregio nell’elaborazione e diffusione delle tematiche analizzate.

I materiali a carattere divulgativo e di approfondimento che accompagneranno l’attività che si svilupperà con il concorso degli altri enti coinvolti, lo studio dei documenti, l’incontro con coloro che possono fornire testimonianze dirette e indirette e la biblioteca Arturo Chiari permetteranno di ottenere un risultato qualitativo di valore.

I materiali che si produrranno saranno a disposizione anche dei siti web di ciascun ente, in formato elettronico come schede di presentazione o documenti sintetici di accompagnamento ai corsi.

Questa attività di divulgazione di avvenimenti drammatici nel territorio dove si vive, farà nascere sicuramente una maggiore consapevolezza morale e civile, affinché tutto ciò non debba mai più accedere.

Giorgio Bertuzzi Campreciós

Tecnico sistemista delle reti di telecomunicazioni certificato Cisco CCNA Cisco Certified Network Associate & CCENT Cisco Certified Entry Networking Technician. Motociclista, falegname provetto, appassionato di Storia del novecento di Wordpress e del suo fantastico mondo.

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