• 16 Agosto 2022 0:15

1926 si unificano le scuole della Regia Marina

Nel 1926 con la sigla C.R.E.M. (Corpo Reali Equipaggi Marittimi) si provvide a unificare l’organizzazione delle Scuole della Regia Marina con un’articolazione territoriale su tre poli: La Spezia, Venezia e Pola. Quest’ultima era la sede più grande che, disponendo di numerose infrastrutture, ospitò fino a duemilaottocento allievi volontari e duecentocinquanta sottufficiali, in un’area estesa su ottantacinque mila metri quadrati. L’attività di queste Scuole, regolamentata nel 1928, prevedeva l’organizzazione di tre corsi allo scopo di sviluppare e perfezionare la preparazione tecnica e professionale delle varie categorie, infondendo anche i valori etico-militari tipici della Marina.

Spesso la scelta di entrare in Marina era dettata dalle precarie condizioni economiche della famiglia e dal desiderio di contribuire con la paga (lire 42 o 45 al mese) che i marinai ricevevano. Inoltre in tempo di pace il vantaggio era anche il fatto che, terminato il periodo di ferma, i marinai che decidevano di tornare alla vita civile, grazie alla buona preparazione tecnica acquisita, erano in grado di trovare facilmente lavoro nei diversi stabilimenti e industrie che avevano bisogno di personale istruito e specializzato

All’indomani dell’Armistizio dell’8 settembre 1943, Fiume, Pola e Trieste furono occupate dai tedeschi. L’occupazione di tutta l’Istria sarà completata il 13 ottobre 1943 con l’entrata in funzione del Supremo Commissariato per la Zona di Operazioni del Litorale Adriatico – Adriatisches Kùstenland e durerà fino all’aprile 1945.

Dopo l’Armistizio le tre Scuole C.R.E.M., tutte nel Nord Italia, cessarono di esistere. Il 23 settembre 1943 la Regia Marina avviò al Sud un processo di ricostruzione che iniziò con la ricostituzione dello Stato Maggiore e degli Enti Centrali a Taranto.

Il mattino del 9 settembre era stato diramato l’ordine del Comando in Capo del Dipartimento di La Spezia che disponeva che tutti i militari della Regia Marina, dell’Esercito e dell’Aeronautica avevano ventiquattro ore di tempo per decidere se rimanere con i tedeschi oppure ritornare alle proprie case.

Intanto la Caserma Nazario Sauro della Fanteria di Pola era stata requisita dal Comando germanico che l’aveva fatta circondare da un reticolato. All’interno erano stati ammassati alcuni militari italiani catturati. In un punto sul retro della caserma era stata aperta la rete, poi accuratamente riaccostata perché non venisse notata. Da quella rottura scapparono alcuni militari, pochi in verità visto che che la fuga risultava pericolosa in territori ormai controllati dall’esercito germanico.

Ai prigionieri, disorientati dai repentini accadimenti di quei giorni, fu proposto dal federale fascista di Pola di collaborare con i nazisti per mantenere l’ordine pubblico della città. Il 23 settembre 1943 i tedeschi svuotarono la Caserma portando i prigionieri al porto e imbarcandoli verso altre località dove vennero caricati su vagoni diretti ai campi di concentramento. La Caserma svuotata, fu nuovamente utilizzata per imprigionare altri soldati italiani catturati.

Giorgio Bertuzzi Campreciós

Tecnico sistemista delle reti di telecomunicazioni certificato Cisco CCNA Cisco Certified Network Associate & CCENT Cisco Certified Entry Networking Technician. Motociclista, falegname provetto, appassionato di Storia del novecento di Wordpress e del suo fantastico mondo.

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